Rciradio Memories

Roberto Ferrario - RCI Radio
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Roberto Ferrario

Erano i primi anni 80 e non avevo neanche il motorino ma a Calolzio ci arrivavo con il treno e poi a piedi fino alla cà per realizzare il mio sogno essere un dj di Rci .La radio era il mio mondo prima al mattino con il programma di liscio con dediche e poi la domenica con un programma tutto mio “Pomeriggio in musica in compagnia di Roberto” con tanto di sigla che ancora oggi custodisco gelosamente .Ricordi bellissimi come le uscite in compagnia la sera o la grande festa della radio in piazza a Calolzio per incontrare i nostri ascoltatori. E difficile spiegarlo oggi in questo mondo iper tecnologico ma solo il pensiero che con quella semplice antenna potevamo raggiungere cosi tanta gente ancora oggi mi emoziona e penso che anche chi ha condiviso con me quest’esperienza difficilmente potrà dimenticare quegli anni.

Marco Cat Cattaneo - RCI Radio
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Marco Cat Cattaneo

La mia grande avventura nel programma organizzato da Telespazio, quì alla finale del concorso televisivo di “Spazio Radio Show” durante l’intervista in diretta TV, ph Roberto Valsecchi.
Esperienza fatta con il mitico Federico “Freddy” Stefanini entrambi piazzati in finale dove abbiamo fatto traguardare la nostra emittente come prima assoluta tra le tante e blasonate partecipanti.

Vittorio Fantato - RCI Radio
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Vittorio Fantato

L’odore del vinile e l’infinita serie di dischi, tutti in fila e ben catalogati. Due baldi giovani, uno seduto di fronte all’altro, un foglio di giornale per il provino. Seppure non proprio principiante, agli inizi degli anni ottanta iniziava la mia esperienza in quella che sarebbe stata la “MIA” radio. Eravamo alla Ca’. Era un’impresa arrivarci, ma tutte le fatiche e i disagi per raggiungere gli studi venivano dimenticati nel momento stesso in cui ci si trovava di fronte al microfono. Si cominciava col preparare i dischi che sarebbero serviti ad iniziare la trasmissione. Cuffie, livelli d’uscita sul mixer, giradischi accesi e…. via con la sigla d’inizio. “Ciao a tutti e ben sintonizzati sulle onde megacicliche di RCI, con voi per le prossime due ore Vittorio che vi terrà compagnia proponendovi la miglior musica del momento. Nel corso della trasmissione avrete l’opportunità di richiedere i brani musicali che più vi piacciono chiamandomi al 643772 e per chi chiama fuori rete il prefisso è lo 0341”. Il tutto con in sottofondo “Falcon della Rha band” . Ricordo il telefono, un “1+1” azzurro, aveva ancora il disco combinatore per comporre il numero telefonico. Ricordo anche un lucchettino che ne impediva l’utilizzo. E come dimenticare i “colleghi” che MI precedevano o coi quali ho condiviso molte dirette. Ricordo Jimmy, Arturo, Palmina, Nika, Jo One, Nancy, Alan Flower, Massimo, Martino, Livio e altri dei quali mi sfugge il nome. Eravamo un gruppo molto nutrito ed affiatato. Fare l’animatore radiofonico, allora, comportava essere necessariamente “multitasking”, al mixer e ai piatti, si aggiungeva la gestione delle chiamate telefoniche, l’annotazione delle richieste/dediche e ovviamente la ricerca dei dischi. La regia, quella in uso oggigiorno, era prerogativa delle emittenti nazionali, per cui, durante la settimana si faceva campagna di reclutamento, si ingaggiavano un paio di amici che svolgevano il ruolo di telefonista e di ricercatore di vinili. Ricordo anche che il sabato sera, terminata la trasmissione si spegnevano i giradischi, la piastra e si accendeva il registratore a bobine, si chiudevano gli studi e ci si trovava tutti in una pizzeria di Calolzio che ora non c’è più, era in corso Europa. Li, si facevano le ore piccole in goliardica compagnia. Tempi andati e ricordi presenti. Durante la trasmissione, arrivavano decine di telefonate e a livello locale, eravamo conosciuti da tutti. La musica. Il funky e la disco furoreggiavano, in particolar modo la seconda che in quegli anni vide una produzione eccezionale. I grandi successi si consumavano nell’arco di un paio di settimane, poi venivano soppiantato da altri nuovi successi. Noi addetti ai lavori, eravamo alla costante ricerca dei nuovi dischi e facevamo a gara per accaparrarci i successi d’importazione prima delle altre emittenti locali. Allora, non c’era Internet e i dischi si trovavano solo nei negozi specializzati. Eravamo noi a sancire quale brano meritasse d’essere lanciato e quindi sancirne il successo. I gruppi che hanno segnato quell’epoca erano i Duran Duran e gli Spandau Ballet. Si formarono addirittura due correnti di pensiero nelle quali si collocarono i fan dell’uno e dell’altro gruppo. Solo Arturo, ricordo, mantenne sempre un’incorruttibile fede. Lui amava i Pooh! Con fare gogliardico, lo si provocava denigrando la produzione del suo amato gruppo e si otteneva la stessa reazione del fungo atomico, Arturo esplodeva in improperi verso colui il quale lo aveva provocato e alla fine non restava che capitolare. Non foss’altro per salvaguardare la propria incolumità personale. Madonna, Michael Jackson, Wham, Dario Hall & John Hoats, i Qeen, i Genesis e Phil Collins erano solo alcuni dei grandi della musica di quell’epoca. C’erano poi i fenomeni graditi da un pubblico un po’ più raffinato come i Toto, i Beatles, The Allan Parsons Project e molti altri ancora. Ricordo che la nostra programmazione, prevedeva anche una trasmissione dedicata alla produzione di nicchia. Musica d’avanguardia. Livio, intratteneva i cultori di questo genere musicale in maniera magistrale. La frequentazione assidua di questo gruppo con in comune la passione per la musica, creò inevitabilmente un clima di amicizia, ho trascorso un periodo della mia vita che definirei indimenticabile. Lo ricordo e non lo scorderò mai.

Martin Montanelli “L’americano” - RCI Radio
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Martin Montanelli “L’americano”

Un grande aiuto da Martino Monti… Grazie “americano”

Questo nome non dirà molto ai nostri collaboratori ed ascoltatori, ma se dico Martin Montanelli senior, probabilmente molti di voi lo ricordano. Martino Monti in arte Martin Montanelli, è nato a Fresno California (Usa) il primo gennaio del 1922. Una mattina è arrivato in radio in quanto abitava vicino alla sede storica di Via Della Cà. Ci raccontò le sue avventure e che la nascita di una nuova radio aveva risvegliato in lui i ricordi americani, il tempo pioneristico della radio  “made in Usa” del quale era un fiero rappresentante. Con Rciradio negli anni ottanta e novanta, ha prodotto e diffuso diverse trasmissioni di intrattenimento musicale, programmi di poesie,  soap opera e spot pubblicitari. Dotato di grandi capacità di recitazione e lettura, è stato anche voce dei notiziari. Rappresenta, per chi scrive, un modello ed un esempio umano e professionale, un maestro in grado di indirizzarmi ed insegnarmi tanti segreti della produzione radiofonica. Un bagaglio di esperienze che ha voluto con disinteresse mettere a disposizione della nostra radio.

Martino Monti inizia la sua carriera trentennale nel settore radiofonico, ancor prima dell’ultima grande guerra, già come annunciatore nelle radio italo americane di New York come Wov Radio Station (Fm e AM),  WBNX Radio Station, poi come conduttore de “La ruota della fortuna” su Radio WHOM New York (50.000 w in Fm) nell’immediato dopo guerra, e tra i sui collaboratori figurava un certo Mike Bongiorno (vi dice niente?). Martino Monti è stato attore di soap opera radiofoniche come “Il topo di seta”, che Rciradio ha trasmesso, “La madonna delle rose” ed altre nelle quali interpretava sempre il ruolo di attore protagonista. In Italia dove poi rientrò, ha dato voce a diversi spot nazionali,…ricorda in particolare l’olio Bertolli.

Un pioniere della radio che ha dato il suo contributo volontario, anche attraverso la realizzazione di jingles e breaks radiofonici negli anni ottanta… Ha partecipato anche allo sbarco in Normandia nella seconda guerra mondiale. Un giovanotto che oggi si gode la pensione in quel di Calolziocorte, ma ha sempre nel cuore gli USA. Many thanks Martin… (D.Bon)

Lele - RCI Radio
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Lele

C’era una volta, nel mese di giugno 1979, in un piccolo borgo detto “La Ca’ ” sulla collina che guarda verso “… quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno…” con alle spalle a far da protezione …“il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega…” (da I Promessi Sposi) un gruppo di ragazzi che inizia un’avventura ardita per quei tempi……FARE LA RADIO !! In quel gruppo di ragazzi ci sono anch’io LELE, al secolo Emanuele Iachetti, che diciottenne pieno di entusiasmo accetto di far parte di quell’avventura.
Ho due storie da raccontare…la prima è quella di LELE speaker radiofonico e l’altra di LELE “contabile” della radio…..ma andiamo con ordine….
E’ il 10 giugno 1979 e fin dai primi giorni di trasmissione di Radio Calolzio International inizio a dare il mio contributo alternandomi con Arturo nel programma di “liscio” al mattino e con un mio spazio dalle 12:00 alle 14:00 con mezz’oretta di musica classica e un’ora e mezza circa di musica italiana. Ma in ogni storia c’è sempre una “ma”: a ottobre iniziava la scuola con esami di maturità annessi e allora come fare per poter continuare l’avventura radiofonica???? Da appassionato di calcio e di sport decido insieme a Dario e agli altri collaboratori di introdurre un programma sportivo con notizie e musica perché RCI era soprattutto MUSICA.
Nasce a ottobre 1979 DISCOSPORT, in onda ogni sabato dalle 17:00 alle 19:00, e LUNEDI’ SPORT in onda il lunedì dalle 19:00 alle 20:00. Per entrambi i programmi decido di adottare uno slogan: “lo sport e il tifo non sono violenza” .
Inizialmente il programma ha in scaletta notizie di sport locale, tratte dai giornali, e musica ma dopo le prime puntate mi rendo conto che non era “innovativo”, mancava qualcosa, volevo coinvolgere gli ascoltatori…. E allora???…DISCOSPORT si trasforma, dopo un mese, in un programma di notizie ma con OSPITI IN STUDIO !!! A questo punto sorge un altro problema: come faccio a intervistare gli ospiti, a gestire le telefonate, a mandare in onda le pubblicità e la musica da solo??? E così LELE è il primo speaker di RCI ad avere la presenza fissa di UN REGISTA: si alternano GIORGIO VALSECCHI, PAOLO, MASSIMO FONTANA e altri amici che all’occorrenza sostituiscono i “titolari”. Dare “voce” a coloro che in Calolziocorte e nei paesi limitrofi fanno sport o sono dirigenti di società sportive dal calcio alla pallavolo, dal basket alla pesca sportiva, è un successo. Nessuna Radio locale in quegli anni ha programmi simili. Naturalmente i mezzi tecnologici dell’epoca e le dotazioni della Radio non permettono molto. Quindi, con un po’ di ingegno degli “esperti del settore”, per mandare in onda i radioascoltatori che chiamano per porre domande agli ospiti si appoggiava il microfono alla cornetta del telefono. Coinvolgere le società sportive nel programma porta ad una conseguente modifica anche del programma del lunedì sera e LUNEDI’ SPORT diventa una vera e propria trasmissione con notizie sportive che le società recapitano la domenica sera o il lunedì negli studi di RCI o a me personalmente. Ma voglio crescere ancora e DISCOSPORT non si limita agli studi di RCI. Inizio a partecipare direttamente agli eventi sportivi di rilievo che le società segnalano e, “armato di registratore a cassette”, realizzo interviste che poi sono messe in onda il lunedì sera. I due programmi vanno in onda ininterrottamente fino alla fine di gennaio 1982 (pausa per il servizio di leva del sottoscritto) per poi riprendere a febbraio 1983 e terminare definitivamente a giugno 1984.

La seconda storia che voglio raccontare è quella “lontano dai microfoni”: LELE “contabile”, o meglio colui che armato di una “cassettina rossa” è custode delle prime finanze della radio. Si la “cassettina rossa” gelosamente custodita, neppure fosse la valigetta con i codici per le testate nucleari del Presidente degli Stati Uniti, che porto con me ogni volta anche Dario ha necessità di fare acquisti. Dario chiama a casa (allora i cellulari non c’erano) per darci appuntamento con la cassettina per “elargire” quanto necessita per acquistare i dischi, le attrezzature per le trasmissioni e quant’altro necessario, oppure per ritirare il contante delle riscossioni delle prime inserzioni pubblicitarie. Inizialmente la cosa può anche essere gestita così, ma col passare del tempo iniziano ad aumentare le necessità commerciali e la cassettina rossa “fortunatamente” (dico io) è troppo piccola…fu così che convinco Dario a aprire un conto corrente e la “cassettina rossa” va in pensione. Ma la mia attività di “contabile” non finisce come la cassettina rossa e fino al 1984 continuo a dare il mio apporto in materia amministrativa.

MEMORIES…quanti ricordi, quante iniziative più o meno fortunate e divertenti, e se mi è concesso un po’ di spazio ancora vorrei brevemente ricordare…
La signora Maria Luisa che ci ospitava alla quale abbiamo fatto tanti scherzi ma anche TANTA COMPAGNIA….
Una telefonata di Jo One una mattina dopo una notte di temporale che annunciava il “crollo del traliccio dell’antenna” innalzato poco tempo prima con tanta fatica non solo fisica.
Trasmissioni alle quali ho dato voce, anche solo per qualche puntata, come “LE DOLCI VENTI” un mio programma del 1981/82 in onda il mercoledì sera dalle 20:00 alle 22:00 con VENTI brani di musica italiana “dolce”; La strenna natalizia “LA COMETA” del 1981 un gioco per gli ascoltatori con tanto di premi finali e la mitica casella che assegnava SOLO UN PUNTO sponsorizzata dal Maglificio Marika di Vercurago che ogni ascoltatore partecipante al gioco voleva evitare.
Alcuni spot pubblicitari e sigle per i programmi di RCI e il mitico slogan “ascolta i novantuno e novecento, ascolta R C international…
La creazione degli adesivi che sono in fondo alla pagina delle memories…
una mancata intervista ai POOH con Arturo. Il concerto a Lecco per il lancio del LP “BUONA FORTUNA” nel 1981 è sospeso per la pioggia e l’intervista salta. Vi lascio immaginare Arturo quella sera….
Fare il tutor nelle prime trasmissioni ai ragazzi che intraprendevano la “carriera di DJ”.
L’ultima trasmissione alla fine di gennaio 1982 prima della partenza per il servizio militare e la ripresa di DISCOSPORT a febbraio 1983.
La decisione sofferta nel 1984 di lasciare RCI perché arriva il momento in cui “la vita” di pone davanti scelte che, sia pur a malincuore, devi fare.
Vorrei concludere con un grazie a Dario e tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di essere “attore” di una storia che ancora oggi è realtà, ricordando un amico che iniziò con noi questa avventura e che ci lasciò tragicamente una sera del 1982…Andrea.

Riccardo Sforzieri - RCI Radio
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Riccardo Sforzieri

Il Rubacuori

Siamo ancora negli anni 80, seconda metà. L’attività radiofonica era frenetica e non permetteva distrazioni, tante le produzioni e le dirette serali e notturne. Scrivo di una vicenda che mi ha visto protagonista con altri due collaboratori. Una storia incredibile, ma reale,  non dissimile da altre avventure radiofoniche di quei tempi, uniche, irripetibili, assurde ai tempi d’ oggi, ma è semplice cronaca di fatti vissuti. Un dj dalla voce calda e particolarmente gradito dal pubblico femminile è stato costretto alla “resa” dalla gelosia maschile. La trasmissione andava in onda il venerdì sera dalle 23,00. Il nostro “rubacuori” era in grado di ammaliare ed incantare schiere di ascoltatrici, che non nascondevano la loro simpatia… anzi tutt’altro. Lui non disdegnava di accettare alcuni inviti… ehm espliciti, molto espliciti, innescando una catena di reazioni nei compagni e nei mariti. Durante e dopo la trasmissione, fatta di musiche sdolcinate e commenti sentimentali ed ammiccanti, ” accettava ” alcuni appuntamenti notturni e rientrava a casa non prima di mezzogiorno del sabato successivo, rafforzando le sue conoscenze femminili con nuovi indirizzi e lenzuola profumate. In almeno un caso, la moglie di un camionista lo ” ospitò ” per l ‘intero weekend, colazione, pranzo e cena compresi. Cominciarono ad arrivare telefonate minacciose d’avvertimento, tanto che fui costretto a richiamarlo e chiedere conto della situazione. Provai a seguire una sua diretta, ma non era diversa da tante altre… Sta di fatto che la settimana successiva, al termine della trasmissione trovò l’auto posteggiata in via Della Ca’ con due gomme tagliate. Dopo circa un mese vandali sconosciuti squarciarono tutte e quattro le gomme. Decidemmo per una sconsiderata soluzione, cioè un servizio di vigilanza armata durante la trasmissione. In un auto civetta, sedili reclinati, posteggiata vicina a quella del Dj, io e un altro impavido senza paura, montammo la guardia per ore, imbracciando un fucile da caccia calibro 12 a canne sovrapposte, caricato a grani di sale, gentilmente concesso dal “Carsana”, stravagante ma simpaticissimo personaggio residente nei pressi della sede radiofonica, e una carabina con pallini di piombo. Aspettammo inutilmente per ore. Meglio così col senno di poi, sia per il vandalo che per noi, in quella situazione non avremmo esitato a premere il grilletto con le conseguenze che si possono immaginare. La carriera del nostro “rubacuori” era comunque segnata, un marito riuscì a risalire al suo indirizzo di casa e lo attese al rientro della diretta, con fare poco amichevole. Vi lasciamo immaginare come finì. Dopo le botte da orbi fu costretto ad interrompere la trasmissione, e lasciare le sue fedelissime e passionali ascoltatrici. Tornò in radio dopo la convalescenza, ancora pesto e tumefatto, con il braccio ingessato e fasciato per un ultimo saluto raccontando sconsolato le sue disavventure. Riccardo Sforzieri è un nome di fantasia. Questa è una delle vicende che confermano tempi irripetibili legati ad una fase della nostra vita. Ammetto che fu una reazione sbagliata ed imprudente quella di tentare di difendersi in questo modo.(D.Bon)

NB: La foto riprende dei noti dj anni 80, estranei ai fatti narrati.

Michele Caravelli - RCI Radio
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Michele Caravelli

…E FU L’INIZIO PER IL CARAVELLI

Accidenti ragazzi, parlare di Rci… e come faccio a raccontare tutto quello che si è fatto e che ho fatto dal 1984 al 1990 e poi ancora dal 2002 al 2007…va bè proviamoci dalla prima volta in cui Jimmy DJ mi portò in radio e mi fece fare un provino…
Ricordo una sera che mio cugino Giuseppe in arte Jimmy DJ mi telefonò dicendomi che era possibile fare quel provino in radio che gli avevo chiesto…rimasi senza parole…ARCIDERBOLA (un’esclamazione che non avrei più usato per tutta la mia vita), io che ascoltavo da umile servitore la radio potevo farne parte, entrare nella sua anima, strisciare nelle sue viscere, annusare il profumo del vinile, leccare…insomma non esageriamo…andavo a fare un provino, magari mi avrebbero detto:” Masullo, la radio la faccia fare a Cecchetto o ad Arbore, ritorni a fare il TORNITORE!!”
Arrivai alla Cà di Rossino e immaginandomi uno studio di registrazione tipo quelli dei telefilm americani,mi trovai invece in un appartamento dove come primo impatto ci fu il ringhiare di un cane lupo di nome…Laila mi pare, pensavo di trovare il capo dei capi,un omone gigante con la barba lunga nera catrame e lunghi capelli da pirata dei Sargassi e che solo lo sguardo mi avrebbe trasformato in creta e con un nome che al solo nominarlo ti si alzava il “PILORCIO”(pilorcio:dialetto supercalabrese del più profondo sud che vuol dire “avere la pelle d’oca”)dicevo, con un nome che sò…AGAMENNONE…invece mi trovai di fronte un ragazzo con qualche anno più di me, sbarbato (forse la barba si è rifiutata di crescere) alto circa un metro e 74 con un fisico che fra me e lui sorpassavamo di poco il quintale e stringendomi la mano mi disse: “Piacere,Dario”… tirai un sospiro di sollievo…tutta la foresta buia e contorta con il lupo e i 40 ladroni si era trasformata in “Alice nel paese delle meraviglie”. Cominciai a prendere posto nello studio di comando che poi non era altro che una stanzetta di poco più di un metro quadro con davanti due piatti, un mixer e un microfono, dissi a mio cugino Giuseppe…ehm…scusate, a Jimmy DJ: “ …scusa Pino, ma io non sò usare i piatti, se non per lavarli..” “non ti preoccupare” disse “ci penso io, tu pensa a presentare il brano!” Cosi pensando ad un milione di cose, iniziai annunciando uno dei lenti che in quel momento avrebbero sciolto anche una bisbetica, con voce da eunuco dissi:” Ecco, per tutti voi George Michael… (pausa di incertezza) Careless Whisper” ….e via con il sassofono…….. avrei voluto sprofondare sotto una tonnellata di cemento rapido…ma come!?… mi ero caricato come una balestra e vengo fuori con una presentazione da balera?!? Mio cugino Jimmy DJ mi incoraggiò dicendomi che era la prima presentazione e di non preoccuparmi: “ …con la prossima andrà meglio, pensa di avere davanti Sabrina Salerno e che gli vuoi chiedere se vuole uscire con te poi imposta la voce…vai tranquillo!” il brano a seguire era un altro lento… italiano… Claudio Baglioni “e tu” e vaiiiii!!! Io e Claudio abbiamo passato le migliori sedute disfadivano dei localini con Paola, Laura, Elena, ecc. ecc.(noi maschietti ci vantiamo di queste cose) quindi non posso annunciarlo come si annunciasse il panettiere di via Roma…tiro un sospiro e: “ quanti di voi hanno provato sensazioni che solo in quel preciso istante sarebbero rimaste per sempre impresse nella loro vita… io le ho provate con questo brano che si intitola “e tu” e chi la scritta è il più grande di tutti…CLAUDIO BAGLIONI!!!” Rimasi a fissare il microfono per qualche secondo poi mi girai verso Jimmy e lui mi guardò con aria soddisfatta…avevo capito che la strada era quella. Feci un‘ora di trasmissione che mi volò e ritornai la settimana seguente ne feci un’altra e un’altra ancora finchè mio cugino sotto mia insistenza e con me presente parlò a Dario che gli propose di farmi andare in diretta, lui rimase un pochino a pensarci e mi disse: “ ma non è un po’ presto, sono solo tre prove che fai…” risposi:” ma la diretta mi darebbe la carica di un’atomica!!” “Ok, settimana prossima vai in diretta in una fascia dove c’è poco pubblico e poi vediamo…” non mi importava se ci fosse stata solo mia madre in ascolto…ero in diretta nel vento…. proprio come la canzone dei Pooh che ho ascoltato per anni luce e che mi sono immedesimato nel DJ che diceva: “Vivo
mi piace la notte e ci vivo
con le mie sigarette
e il piatto che gira
e dietro i vetri la città.
…e ancora
Dimmi
stasera sei in casa da sola
o parli nascosta
fra coperte e cuscino
la radio è li vicino a te
e addosso cos’hai
voglio saperti tutta
ti voglio sentire come stando lì
…e per finire
Parla ancora con me
l’antenna è un’ombra bruna
contro la luna e sopra la città.
L’alba dietro le case si scalda
e questo momento
in diretta nel vento
lo voglio dedicare a te…..
CHE FIGATA!!!…. CHE STRAFIGATA!!!!
Era il 1984,potevo annunciare gente come Duran Duran, Spandau Ballet e Dire Straits ma anche Pink Floyd e Led Zeppelin da annunciare e dedicare,insomma iniziava “Tutta colpa del giovedì” con Michele Caravelli…………Caravelli?!? E chi è quel pirla che si fa chiamare cosi??……………… IL SOTTOSCRITTO!!! Ma questa è un un’altra storia che vi racconto la prossima volta insieme ad un episodio che mi capitò un giovedì sera…
…ancora adesso ringrazio il cugino Jimmy DJ che ha creduto in me e che mi ha regalato questa passione, che ancora è li, con una fiammellina accesa e logicamente Dario per avermi dato la diretta in cosi breve tempo e lasciarmi carta bianca sulle mie trasmissioni…che poi erano sempre molto pacate a parte la mia voce che ogni tanto cambiava in progressione annunciando brani come Jump dei Van Halen…
Michele Masullo alias CARAVELLI

Jody Solari - RCI Radio
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Jody Solari

Quella mattina che….

Era il 1984, se non sbaglio il mese di aprile caratterizzato da numerosi temporali. In diretta radio in una mattinata successiva ad una notte di fulmini e saette, stranamente con gli impianti di RCI integri, Jody Solari sta ricevendo le consuete dediche di mezza mattina: la Mariuccia da Garlate, dove gestiva il Circolo, le sorelle Valsecchi, l’Anna da Airuno, la Maria….Quando improvvisamente, poco dopo l’inizio della diretta , cominciano a fioccare telefonate con richieste musicali e dediche da Lugano, Varese, Milano, Monza, Chiasso..dove dicono di ascoltarci benissimo! Ma come, l’impianto è quello solito che arriva a malapena a Lecco e lo streaming ancora non esiste! Il conduttore stupefatto ed emozionato chiede in diretta se qualcuno si è messo d’accordo per uno scherzo oppure di spiegare il miracolo dell’etere..Telefona da Lugano un tecnico della radio svizzera che ci racconta di un ponte Rai saltato per i temporali a Stazzona(Co) e del subentro nostro sulla frequenza dei 91,9 Mhz. In quel momento realizziamo che una catena di ripetitori Rai in FM sta ripetendo il nostro segnale…a conferma di ciò continuano ad arrivare in radio telefonate e richieste da mezza Lombardia e dalla Svizzera. Alcuni ci raccontano che finalmente c’è un po’ di musica buona, altri ci chiedono come mai non c’è il “Gazzettino padano”. Così per tre giorni. Al quarto, purtroppo la Rai ripara il guasto. “Mi tremano ancora le mani dall’emozione, dal brivido di essere andati ben oltre il nostro territorio, peccato sia finita” è il racconto di Jody Solari. La Rai nei mesi e negli anni successivi ha poi cercato di “farcela pagare”. Prima con inviti attraverso la Polizia Postale ad “eliminare le interferenze”, poi l’8 febbraio 1988 riuscendo momentaneamente a far sigillare l’impianto dei 91,800 MHz di Via Della Ca’6 a Calolziocorte. Pensavano di aver risolto il problema, ma non era così. Gli avvocati Eugenio Porta e Giulia Zambolo a nome di Rci fanno ricorso al TAR di Milano, il quale accoglie la domanda di sospensiva d’urgenza presentata contro il provvedimento del CCT di Milano per “abuso di potere, legittimità dell’uso dei 91,8 da parte di RCI, violazione e falsa applicazione dell’art.240 cod.post. RCI batte Rai uno a zero. Più avanti tenteranno una piccola vendetta, sventata questa volta con un colpo di fortuna…Ma questa è un’altra storia.